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    November 29

    LA STORIA DELLA BICICLETTA

    La storia della bicicletta

     Si deve a Leonardo da Vinci, nel 1493 circa, la prima idea concreta di bicicletta. Tra le caratteristiche che più meravigliano sono le ruote di ugual grandezza, una sella fissata sull‘asse posteriore e una trasmissione a catena sulla ruota posteriore azionata da un meccanismo a pedali.

    Dopo il progetto precursore di Leonardo da Vinci, devono trascorrere tre secoli prima che rinasca l‘interesse per il mezzo a due ruote. Non si conosce il costruttore del Célerifère: veicolo in legno dalla forma di cavallo, su due ruote uguali disposte in linea, costruito alla fine del XVIII secolo. Per farlo avanzare era necessaria la spinta dei piedi. Tre anni dopo quella macchina, ribattezzata Vélociferè, era diventata un passatempo per i giovani di Parigi.

     L‘invenzione dello sterzo si deve a Karl Friedrich Christian Ludwig Freiherr Drais von Sauerbronn che nel 1817 costruì una macchina in legno composta da un telaio e due ruote disposte in linea di uguale grandezza, con l‘anteriore in grado di sterzare. 

    Il 24 aprile 1861 Pierre e Ernest Michaux ottennero un brevetto francese per lo sfruttamento economico del velocipede a trazione anteriore da loro ideato. 

    Il 7 luglio 1868 i fratelli Hanlon, ottennero a New York un brevetto per l‘applicazione di anelli in gomma intorno alle ruote metalliche al fine di renderle meno rumorose e di ridurre la tendenza a slittare.  

    Essendo i pedali del velocipede fissati alla ruota anteriore, vennero aumentati i diametri di queste per ottenere una maggiore velocità.

      Nel 1869 W.F. Reymolds e J.A.Mays brevettarono una ruota con raggi in filo metallico che agivano da tiranti in sostituzione dei raggi rigidi che agivano da puntoni.

     Per rendere il biciclo più sicuro era necessario spostare il centro di gravità all‘indietro. Tuttavia l‘arretramento della sella rendeva meno comoda la pedalata; un modo per risolvere il problema era quello di sostituire i pedali con un meccanismo a leve che si prolungasse all‘indietro. John Beale aveva già brevettato un meccanismo di questo genere nel 1869, dove però il ciclista non faceva un moto rotatorio con le gambe, ma in su e in giù.

     Nel 1878 George Singer brevetto un nuovo sistema dove la pedalata risultava rotatoria. Questa nuova classe di bicicli venne nominata „Ordinary di sicurezza“.

     Nel 1877 il francese Rousseau, costruì i primi ingranaggi moltiplicatori con trasmissione a catena, applicati alla ruota anteriore.

     Nel 1879 H.J. Lawson ottenne un brevetto per un biciclo con trasmissione a catena sulla ruota posteriore. Lawson la chiamò „Bicyclette“.

     John Kemp Starley, nipote di James Starley, e William Sutton, presentarono nel 1885 il „Rover“: una nuova macchina con ruota anteriore da 36 pollici, sterzo con asta di accoppiamento, trasmissione a catena sulla ruota posteriore e telaio dall‘aspetto „quadro“, dal quale deriva ancora quello in uso.

     

    2.2 La storia della pedalata

     La bicicletta è subito ritenuto un mezzo di trasporto importante e la sua evoluzione ne determina il successo e l‘espansione.

    La bicicletta nasce senza pedali: saranno poi i fratelli Michaux a introdurre i pedali sul velocipede. Nella storia dello sviluppo della bicicletta non si parla di come mai si sia iniziato a pedalare avanti invece che indietro.

    Ecco alcune supposizioni plausibili:

    -         naturalezza del movimento (vado in avanti, pedalo in avanti)

    -         semplicità a livello meccanico

     Questi due punti possono sicuramente essere stati sufficienti a far accettare ai tempi la variante in avanti, dato che l‘obiettivo principale era stato raggiunto: spostarsi su di un mezzo meccanico.

     Ai giorni nostri tutti i progetti e i nuovi prodotti sviluppati puntano ad una certa qualità, che molte volte è sinonimo di prestazione. Ai tempi la prestazione non era un fattore così determinante quindi la variante all‘indietro, da quanto abbiamo trovato, non venne considerata.

     Con il nostro lavoro risponderemo al seguente quesito: lo sviluppo della bicicletta con la pedalata in avanti è stato veramente casuale oppure già ai tempi c‘erano motivi legati alla fatica (prestazione) che resero preferenziale quella avanti?